NUOVI CRITERI DI CLASSIFICAZIONE DEI RIFIUTI DAL 1° GIUGNO 2015

Si ricorda che nel corso del 2015, come sottolineato in precedenti circolari, sono entrate in vigore nuove norme riguardanti i criteri di classificazione e di caratterizzazione dei rifiuti. Il 18 febbraio 2015 (con la L.116/2014) è entrata in vigore la modifica all’allegato D, Parte IV del D.lgs. 152/06 e s.m.i., che riguarda le modalità di classificazione dei rifiuti, con la quale sono stati chiariti alcuni aspetti riguardanti l’attribuzione del CER (Codice Europeo del Rifiuto) e le informazioni necessarie per la corretta caratterizzazione del rifiuto. Per il 1° giugno 2015 sono previsti ulteriori cambiamenti, in quanto entrano in vigore:

  • il Regolamento 1272/2008/Ce sulla classificazione, imballaggio ed etichettatura delle sostanze chimiche;

  • il Regolamento 1357/2014/UE sulle caratteristiche di pericolo dei rifiuti;

  • la Decisione 2014/995/UE recante il nuovo Elenco europeo dei rifiuti; con le quali vengono modificate le caratteristiche di pericolo attribuite ai rifiuti (le attuali classi da H1 ad H15 verranno rinominate con le sigle da HP1 ad HP15); cambiano anche le modalità ed i limiti per l’assegnazione delle stesse. Viene inoltre modificato l’elenco dei codici CER: si modificano alcune definizioni e si passa da 839 codici a 842 codici con l’aggiunta di:

  • 010310* (fanghi rossi derivanti dalla produzione di allumina contenenti sostanze pericolose, diversi da quelli di cui alla voce 01 03 07),

  • 160307* (mercurio metallico),

  • 190308* (mercurio parzialmente stabilizzato).

Le novità sopra elencate obbligano quindi il produttore del rifiuto a:

  • verificare la corretta attribuzione del codice CER;

  • assegnare ai rifiuti pericolosi le NUOVE CLASSI di pericolo (anche nell’ottica dell’impiego del SISTRI);

  • caratterizzare correttamente i cosiddetti codici “a specchio”.

La caratterizzazione del rifiuto dovrà quindi essere incentrata su ANALISI DI LABORATORIO (da effettuare sulla base delle novità normative sopra richiamate), supportate da ulteriori informazioni sul rifiuto raccolte attraverso le indicazioni provenienti da eventuali Sistemi di Gestione, nonché dalle schede di sicurezza delle sostanze/miscele pericolose impiegate a qualsiasi titolo nel processo produttivo che genera il rifiuto o contenute come residuo nel rifiuto.

Siamo quindi a disposizione nel supportarvi per effettuare le nuove analisi di caratterizzazione del rifiuto e prepararvi alla nuova scadenza del 1° giugno 2015.

SCADENZA CONCESSIONI DERIVAZIONI ACQUE PUBBLICHE: RINNOVO ENTRO 31.12.2015

Si ricorda che per l’attivazione di nuovo pozzo al servizio di attività produttive (non ad uso domestico), sono necessarie le domande preventive per ottenere l’autorizzazione alla perforazione e la concessione di derivazione di acqua pubblica, da presentare al Servizio Tecnico di bacino di competenza (STB, o ex Genio Civile). Al fine di sanare le situazioni di non conformità fino al 31.12.2005 era in vigore la concessione preferenziale (per i prelievi di acqua abusivamente in atto e non iscritti al registro acque pubbliche alla data del 10.08.1999). Il termine per la presentazione era stato fissato al 31.12.2005, successivamente prorogato di anno in anno sino al 31.12.2007 previo pagamento di sanzione. Tali richieste in sanatoria, dato l’elevato numero, non erano state tutte esitate, ma in pendenza del procedimento istruttorio della concessione in sanatoria l’utilizzo delle acque pubbliche poteva comunque proseguire, fermo restando l’obbligo del pagamento del canone annuo per l’uso effettuato ed il potere dell’autorità concedente di sospendere in qualsiasi momento l’utilizzazione qualora in contrasto con i diritti di terzi. Ad oggi le domande in sanatoria presentate entro il termine del 31.12.2005 (o della successiva proroga del 31.12.2007) sono in scadenza al 31.12.2015.

Si sottolinea quindi che:

  • è vietato derivare o utilizzare acqua pubblica, cioè le acque che appartengono al demanio dello Stato, senza un provvedimento autorizzativo o concessorio dell’autorità competente; CIRCOLARE 15_24 Pag. 2 di 2 R.I.V.I. AMBIENTE E SICUREZZA S.r.l. Via Ferravilla, 21 – 42124 Reggio Emilia Tel: 0522/922475 Fax: 0522/366623 e-mail: info@rivisrl.it

  • è vietato effettuare perforazioni di pozzi per utenze extradomestiche senza la preventiva autorizzazione rilasciata dal Servizio Tecnico di bacino;

  • il concessionario è obbligato al rispetto delle prescrizioni e delle clausole indicate nel DISCIPLINARE DI CONCESSIONE;

  • I trasgressori sono puniti con sanzioni amministrative (variabili da 3.000 a 30.000 €, ai sensi dell’art.17 del R.D. 1775/1933) e, ove previsto, sono tenuti al pagamento dei canoni per l’uso effettuato e a cessare l’utenza abusiva.

Si consiglia quindi, data l’imminenza della scadenza suddetta, di verificare la propria posizione in merito.

LA RELAZIONE DI RIFERIMENTO PER I GESTORI DI INSTALLAZIONI IN A.I.A.

Le nuove disposizioni sull’elaborazione di una Relazione di Riferimento (RdR), quale strumento chiave della gestione della chiusura di un sito, sono introdotte e previste in casi specifici dal D.lgs. 46/2014 (in vigore dall’11 aprile 2014) che ha apportato numerose e sostanziali modifiche ed integrazioni al D.lgs. 152/2006 e s.m.i. (Norme in materia ambientale), in particolare per quanto concerne il Titolo III-Bis, della Parte II (l’Autorizzazione integrata ambientale). La relazione di riferimento deve fornire “informazioni sullo stato di qualità del suolo e delle acque sotterranee, con riferimento alla presenza di sostanze pericolose pertinenti, necessarie al fine di effettuare un raffronto in termini quantitativi con lo stato al momento della cessazione definitiva delle attività […]”. All’entrata in vigore del provvedimento è stato istituito, presso il Ministero dell’Ambiente, il Tavolo di Coordinamento per l’uniforme applicazione della disciplina in materia di A.I.A. e sulla base degli indirizzi condivisi nell’ambito del Tavolo di coordinamento, alcune Regioni (Lombardia, Veneto, Marche) avevano emanato circolari contenenti primi chiarimenti sul Decreto. In seguito il Ministero dell’Ambiente aveva emanato la Circolare Ministeriale 27.10.2014 Prot. n.22295/GAB allineata alle indicazioni contenute nelle deliberazioni regionali sopra richiamate. Da ultimo il 13 novembre 2014 il Ministero dell’Ambiente ha approvato il D.M. 272/2014 che, in attuazione alle previsioni dell’art.29-sexies, comma 9-sexies del D.lgs. n.152/2006, stabilisce le modalità con le quali assolvere all’obbligo di predisposizione della Relazione di Riferimento.

Il Decreto individua le tempistiche di presentazione della relazione per le sole attività di competenza statale.

Gli impianti soggetti a rilascio dell’AIA da parte di Regione o Provincia devono attendere successivi documenti che saranno emanati a valle dei tavoli tecnici in corso. Il Ministero ha specificato che ciascuna Autorità Competente ha facoltà di individuare termini diversi sulla base delle proprie specifiche esigenze, anche in considerazione dei propri carichi di lavoro.

SCADENZA EMISSIONI IN ATMOSFERA CON PROCEDURA ORDINARIA E SEMPLIFICATA

Si ricorda che gli impianti con emissioni in atmosfera autorizzati ai sensi del D.P.R. 203/88 (anche in forma tacita, con domanda presentata alla Sportello Unico), ad esclusione di quelli dotati di autorizzazione generale che sono sottoposti alla disciplina di cui all’art.272 comma 3 del D.lgs. 152/06, devono presentare domanda di autorizzazione ai sensi dell’art.269 del D.lgs. 152/2006 (procedura ordinaria) TRA IL 1° GENNAIO 2014 ED IL 31 DICEMBRE 2015, per stabilimenti anteriori al 2006 che siano stati autorizzati in data successiva al 31 dicembre 1999. Si ricorda altresì che le domande di autorizzazione presentate con procedura semplificata in data anteriore al 29.04.2006 per le attività a ridotto inquinamento (ai sensi della precedente normativa DPCM 21/07/1989, DPR 25 luglio 1991) dovevano presentare domanda di rinnovo secondo la nuova normativa (domanda di adesione all’autorizzazione a carattere generale) entro il 31 DICEMBRE 2013.

La mancata presentazione della domanda nei termini previsti comporta la decadenza della precedente autorizzazione e pertanto l’impresa risulta in esercizio senza autorizzazione.

Lo studio è a disposizione per qualsiasi chiarimento.

Per ogni informazione:

Referenti:

Tommasa Presti - presti.t@rivisrl.it

Dott.ssa Erika Montanari -montanari.e@rivisrl.it

Tel. 0522/92.24.75

Fax 0522/36.66.23

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