CONVERSIONE DEL D.L. “COMPETITIVITÀ” – ALCUNE NOVITÀ

Sulla GU del 20 agosto 2014 n.192, con la Legge 11 agosto 2014, n.116 è stato convertito il Decreto Legge 24 giugno 2014, n.91, cd. Decreto Competitività. La Legge 116/2014 di conversione del D.L. “Competitività”, entrata in vigore il 21 agosto 2014, riscrive il “Codice ambientale” introducendo importanti novità delle quali si riassumono le più rilevanti:

SISTRI

È stato prorogato dal 3 marzo al 31 dicembre 2014 il termine ultimo per l’approvazione del decreto di semplificazione del sistema. Il Decreto Competitività non interviene in merito ai termini di avvio dell’operatività del SISTRI, confermati al 1° ottobre 2013 e al 3 marzo 2014, né sulla decorrenza dell’applicazione delle relative sanzioni, fissata a oggi ancora al 1° gennaio 2015.

CONSORZI (rifiuti beni in polietilene)

Il Decreto interviene sulla disciplina del recupero e riciclo dei rifiuti di beni in polietilene (art.234 del D.Lgs. n.152/06) chiarendo il campo di applicazione. Viene demandato al Ministro dell’Ambiente l’individuazione dell’elenco di beni composti interamente da polietilene. Nelle more dell’emanazione del provvedimento, si stabilisce che i beni in polietilene per i quali sussiste l’obbligo di adesione al Consorzio Polieco sono esclusivamente teli e reti ad uso agricolo. Per effetto della modifica al Codice dell’ambiente, le imprese che non rientrano nel campo di applicazione della disposizione in oggetto, ma che hanno aderito a Polieco e che però intendono uscire dal Consorzio, hanno diritto di recedere da quest’ultimo ai sensi della disciplina del Codice Civile. In caso di mancato recesso le imprese consorziate continueranno altrimenti ad essere soggette agli obblighi derivanti dalla partecipazione a Polieco.

BONIFICA SITI CONTAMINATI

Viene introdotto il nuovo art.242-bis nel Codice dell’ambiente, che disciplina una procedura semplificata di bonifica, alternativa al procedimento ordinario, e applicabile anche nei Siti di Interesse Nazionale. Obiettivo della nuova procedura semplificata è quello di consentire l’utilizzo dei terreni, in tempi certi, mediante bonifica del terreno a valori tabellari (concentrazione soglia di contaminazione – CSC). Gli interventi possono essere avviati, previa una semplice comunicazione del progetto di bonifica agli enti competenti. La fase di controllo viene spostata ad una caratterizzazione post-intervento: eventuali difformità dei valori raggiunti con la bonifica rispetto alle CSC che vengono riscontrati dall’ARPA, comportano per l’operatore la predisposizione di un nuovo progetto, da istruire secondo le procedure ordinarie (artt.242 e 252 del D.Lgs. n.152/06).

RIFIUTI

In sede di conversione del D.L. Competitività è stata inserita una nuova disposizione sulle modalità di classificazione dei rifiuti. la novità è stata inserita in premessa all’allegato D alla parte quarta del Codice dell’ambiente, ossia all’elenco dei codici dei rifiuti, fermi restando i vigenti criteri e parametri per l’individuazione dei rifiuti pericolosi, vengono inseriti ulteriori ed aggiuntivi criteri che entreranno in vigore centottanta giorni dopo l’entrata in vigore della legge di conversione (17 febbraio 2015). I contenuti della stessa sono sintetizzati nella sezione successiva della presente circolare, unitamente all’estratto di una recente sentenza della Cassazione

CLASSIFICAZIONE DEI RIFIUTI UNIVOCAMENTE PERICOLOSI

Una recente Sentenza della Corte di Cassazione (Sentenza n.27478 del 25 giugno 2014) ha stabilito che nel caso di rifiuti pericolosi in relazione ai quali non è individuabile alcuna “voce specchio”, è esclusa la necessità di accertamenti analitici tesi a verificare il superamento delle soglie di concentrazione. Si ricorda che per “voce a specchio” si intende una voce riconducibile alla medesima tipologia di rifiuto ma classificata come non pericolosa.

Riguardo alla classificazione dei rifiuti si ricordano alcune regole fondamentali, introdotte di recente con il D.L. Competitività:

  • è compito e responsabilità del produttore classificare correttamente il rifiuto, assegnando ad esso il competente codice CER;
  • se un rifiuto è classificato con codice CER pericoloso “assoluto”, esso è pericoloso senza alcuna ulteriore specificazione. Le proprietà di pericolo, definite da H1 ad H15, possedute dal rifiuto, devono essere comunque determinate al fine di procedere alla sua gestione;
  • se un rifiuto è classificato con codice CER non pericoloso “assoluto”, esso è non pericoloso senza ulteriore specificazione;
  • se lo stesso rifiuto può essere catalogato con due codici CER differenti, di cui uno pericoloso ed il secondo non pericoloso (codici “a specchio”) l’attribuzione al rifiuto della caratteristica di pericolosità o di non pericolosità dovrà essere fatta sulla base della conoscenza del processo che ha portato alla produzione del rifiuto e dell’analisi chimico-fisica del rifiuto;
  • qualora l’origine del rifiuto e/o la sua composizione non siano facilmente individuabili e l’attribuzione del codice, pericoloso o non pericoloso, risulti difficilmente fattibile da un punto di vista tecnico-economico l’applicazione del principio di massima precauzione suggerisce di classificare il rifiuto sempre con il codice pericoloso;
  • la classificazione in ogni caso avviene prima che il rifiuto sia allontanato dal luogo di produzione.

NUOVO REGOLAMENTO DELL’ALBO GESTORI AMBIENTALI

Sulla GU del 23 agosto 2014 n.212 è stato pubblicato il Decreto Ministeriale del 3 giugno 2014 n.120 che disciplina le competenze e il funzionamento dell’Albo Gestori Ambientali; con la sua entrata in vigore, dal 7 settembre 2014, viene abrogato il precedente regolamento dell’Albo Gestori Ambientali (Decreto n.406/1998). Le principali novità introdotte dal Decreto n.120/2014 riguardano:

La riorganizzazione delle categorie di iscrizione con l’inserimento delle seguenti categorie:

  • categoria 2-bis per i produttori iniziali che trasportano i propri rifiuti non pericolosi e pericolosi fino a 30 kg o litri al giorno, ai sensi dell’art. 212, comma 8 del D.Lgs. 152/2006;
  • categoria 3-bis per i distributori ed i trasportatori di rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche gestiti con le procedure semplificate previste dal Decreto Ministeriale n.65/2010;
  • categoria 6 per le Imprese che effettuano soltanto trasporto transfrontaliero di rifiuti ai sensi dell’art. 194, comma 3, del D.Lgs. 152/2006;
  • categoria 7 per gli operatori logistici presso le stazioni ferroviarie, gli interporti, gli impianti di terminalizzazione, gli scali merci ed i porti, ai quali, nell’ambito del trasporto intermodale, sono affidati i rifiuti in attesa della presa in carico da parte dell’impresa ferroviaria o navale, ai sensi dell’art.212, comma 12, del D.Lgs. 152/2006;

La definizione del ruolo del responsabile tecnico, con il compito di assicurare la corretta organizzazione della gestione dei rifiuti. Si attribuisce al Comitato Nazionale il compito di definire i requisiti di questa figura per quanto riguarda: il titolo di studio; gli anni e la tipologia di esperienza maturata nel settore di attività; l’idoneità derivante dalla verifica di apprendimento a conclusione di un percorso formativo soggetto ad aggiornamento quinquennale

Le semplificazioni amministrative che prevedono: l’autocertificazione di permanenza dei requisiti richiesti per l’iscrizione in caso di rinnovo o di variazioni; la sostituzione delle perizie con la certificazione dell’idoneità dei mezzi da parte del responsabile tecnico; l’acquisizione d’ufficio da parte della sezione regionale dell’Albo delle variazioni societarie trasmesse al REA.

Lo studio è a disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento

Referente:

Dott.ssa Erika Montanari - montanari.e@rivisrl.it

Tel. 0522/92.24.75

Fax 0522/36.66.23

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