Con il Decreto Legislativo 31 dicembre 2025, n. 213, in vigore dal 24 Gennaio 2026, il legislatore ha aggiornato in modo significativo la normativa italiana in materia di tutela dei lavoratori esposti ad amianto, modificando il D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro).
L’intervento normativo recepisce la Direttiva europea (UE) 2023/2668 e ha l’obiettivo di rafforzare la prevenzione e ridurre ulteriormente i rischi per la salute dei lavoratori, alla luce delle più recenti evidenze scientifiche.
L’amianto è riconosciuto come agente altamente pericoloso anche a basse concentrazioni, classificato come sostanza cancerogena di categoria 1A ai sensi del regolamento CLP (Reg. CE 1272/2008). L’Unione Europea ha quindi imposto agli Stati membri di abbassare i livelli di esposizione ammessi e di migliorare i sistemi di controllo e prevenzione.
Il nuovo decreto non introduce un “nuovo rischio”, ma rende più stringenti gli obblighi già esistenti, chiedendo alle aziende maggiore attenzione nella fase di valutazione e gestione delle attività che possono comportare esposizione ad amianto.
Le disposizioni riguardano tutte le attività lavorative in cui può esserci esposizione, anche potenziale, a fibre di amianto.
In particolare:
Quindi anche esposizioni sporadiche o non intenzionali devono essere prese in considerazione.
Uno degli aspetti più importanti del decreto riguarda il rafforzamento dell’obbligo di individuazione preventiva dell’amianto.
Prima di avviare lavori su edifici, strutture, impianti o materiali, il datore di lavoro deve verificare se siano presenti materiali contenenti amianto, anche attraverso:
La valutazione del rischio deve essere quindi più approfondita e specifica rispetto al passato e deve dare priorità alla rimozione dell’amianto, rispetto ad altre forme di bonifica o manutenzione.
La novità più rilevante è la riduzione del valore limite di esposizione professionale: il limite massimo di esposizione alle fibre di amianto infatti passa da 0,1 fibre/cm³ a 0,01 fibre/cm³ come media sulle 8 ore lavorative.
Si stabilisce inoltre che l’esposizione ad amianto deve essere misurata ad intervalli regolari durante le lavorazioni, tramite campionamenti personali sul lavoratore ed eventualmente un campionamento ambientale, sancendo inoltre l’interruzione immediata dei lavori in caso di superamento del limite.
Viene rafforzata l’importanza della:
I lavoratori dovranno inoltre essere iscritti nel registro degli esposti e il datore di lavoro dovrà inviarne copia agli organi di vigilanza e all’INAIL.
L’obiettivo è garantire che i lavoratori siano consapevoli dei rischi e che eventuali effetti sulla salute possano essere individuati precocemente.
È fondamentale che le aziende verifichino la propria situazione e valutino se le attività svolte rientrano nei nuovi ambiti di applicazione, al fine di adeguarsi tempestivamente agli obblighi previsti dalla normativa.
Lo studio rimane a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti.
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